Racconti colorati: l’infinito di Patrizia
Racconti colorati: l’infinito di Patrizia
Testo critico dedicato alla mostra di Patrizia D’Andrea ospitata all’Aurum di Pescara dal 16 al 23 settembre.
Anno: 2015
Luogo: Aurum, Pescara
Autore: ARXIS
Tipologia: testo critico d’archivio
Testo integrale
Presso l’Aurum si è tenuta dal 16 al 23 settembre la mostra dell’artista abruzzese Patrizia D’Andrea.
Artista istintiva fin dall’infanzia, nel percorso emozionale della sua vita la sua ricerca si è nutrita di classicità. Al primo impatto con i suoi lavori si intravede un notevole richiamo a Gustav Klimt; in realtà è un arricchimento che ha generato la sua unicità.
Patrizia, al contrario di illustri artisti di un tempo che, per dare corpo alla loro poetica d’immagine, usavano pochi oggetti visibili, resta coerente al proprio mondo interiore.
Genera l’idea, figlia del sogno e gemella del colore. Appare la figura femminile immersa nel lirismo che, di sguardo in sguardo, palpita in un gioco geniale di cromatismi, luci e penombre.
La penombra ha in sé il fascino elegante della notte e l’immensità della percezione che, nei lavori dell’artista, diventa il momento creativo e l’icona perenne della libertà.
Emozione, sogno ed essenza sono i doni di Patrizia alla visione dello spettatore. È il colore che stravolge la normalità della percezione.
Quella di Patrizia è una pittura ai massimi sistemi intellettivi, che si esalta in una perfetta armonia iconografica di luce e controluce, annullandone i confini.
Patrizia, con i suoi colori, supera la distanza tra percezione dell’artista e lettura del messaggio pittorico. È la ricerca di un mondo eterno, la parola lirica trasposta in pittura e il ritorno dell’unicità dell’intimo.
Lo sguardo trasforma tutto in melodia, a volte struggente, a volte sanguigna e ironica, come le cadenze della nostra terra d’Abruzzo.
La poesia cromatica delle opere dell’artista è una meravigliata bellezza, un magma prorompente che, colore dopo colore, emerge dallo scrigno prezioso della memoria.
La sua mano diventa lo strumento di un vento carico di sfumature e trasporta lo spettatore negli eleganti richiami di un lirismo dedicato alla sua interiorità.
Alla visione restiamo stupiti e, grazie a Patrizia, celebriamo l’esistenza attraverso una pittura raffinata, senza tempo e senza spazio.
ARXIS




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